Pensieri in libertà sulla moda

Posted by on 15, settembre, 2020 in Appunti sulla moda | 0 comments

Pensieri in libertà sulla moda

Pensieri in libertà sulla moda. Una cosa che mi piace della moda è la sua capacità di re-inventarsi e di cambiare l’immagine che una persona lascia al prossimo di se stessa. Un’immagine a volte vera e a volte falsa. Un’immagine estemporanea che esprime come il soggetto si sente in quel giorno e come vuole presentarsi al mondo.

Un’altra cosa che mi piace della moda è la sua capacità di regalare un sogno di successo e di esprimere uno status sociale.

Un’altra cosa che mi piace della moda è la sua capacità di abbellire la persona. A tal proposito qualcuno potrebbe dire che alcune proposte degli stilisti sono brutte e, anche per me, lo sono. Però, anche in questo caso, chi le sceglie si sente chic e in armonia con se stesso.

Un’altra cosa che mi piace della moda è la sua ammirevole capacità di comunicare delle esigenze di mercato arricchendole di un significato “umano”. Su questo punto non vorrei fare polemiche però, le ultime dichiarazioni di stilisti come Armani e Alessandro Michele sulla necessità – dopo Covid-19 – di ridurre il numero di sfilate a due è un esempio e trasforma la decisione evidentemente di business in un qualcosa di poetico. Cito A. Michele su “Il Giorno” del 25 maggio:

Ci siamo scoperti – scrive nel suo diario, pubblicato in inglese e italiano – piccola cosa. Un miracolo di niente. Abbiamo soprattutto capito di essere andati fuori misura. Le nostre azioni spregiudicate hanno incendiato la casa che abitiamo… Oggi che la devastazione ci ha trovato impreparati, dobbiamo poter riflettere su ciò che non vorremmo tornasse uguale. Perché il rischio più grande, per il nostro domani, è quello di abdicare ad ogni reale e necessaria discontinuità. La nostra storia è, purtroppo, costellata da crisi che non ci hanno insegnato nulla… ho deciso di costruire un percorso inedito, lontano dalle scadenze che si sono consolidate all’interno del mondo della moda e, soprattutto, lontano da una performatività ipertrofica che oggi non trova più una sua ragion d’essere. Nel mio domani, abbandonerò quindi il rito stanco delle stagionalità e degli show per riappropriarmi di una nuova scansione del tempo, più aderente al mio bisogno espressivo. Mi piacerebbe abbandonare l’armamentario di sigle che hanno colonizzato il nostro mondo: cruise, pre-fall, spring-summer, fall-winter. Mi sembrano parole stantie e denutrite. Al loro posto, spazio a nomi presi dalla musica classica: «sinfonie, rapsodie, madrigali, notturni, ouverture, concerti e minuetti”

Nonostante tutto e, forse, proprio per tutto questo io adoro la moda!

A presto. Lady RSJ

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